Dopo ben dieci anni gli Astrolabio, prog band veronese, pubblicano il loro terzo disco. Era infatti da quel “I Paralumi Della Ragione”, uscito verso la fine del 2016, che non si vedeva una loro uscita discografica, con la formazione che ha visto qualche importante cambiamento con, al posto del tastierista Massimo Babbi (qui presente come ospite), il chitarrista Paolo Giberti.
Per il resto la band vede sempre il mastermind del gruppo Michele Antonelli a voce, chitarra e flauto, Paolo Iemmi a basso e voce e Alessandro Pontone alla batteria.
Finalmente ecco quindi arrivare il nuovissimo “Una Volta Qui Era Tutta Campagna Pubblicitaria”, titolo indicativo dei contenuti dell’album. La band è sempre stata particolarmente sensibile alle tematiche legate alla comunicazione e con questo lavoro si chiude idealmente una trilogia che è iniziata con il primo album a nome Astrolabio, “L’Isolamento Dei Numeri Pari” risalente al 2015.
Il filo rosso tematico, in questo caso, è infatti il condizionamento che il mercato, attraverso invasive campagne pubblicitarie, ha sulla vita quotidiana di tutti noi, con sempre nuove e capillari tecniche e tecnologie.
Più duro dei dischi precedenti, suonato benissimo, pur senza eccessi di virtuosismo, con tutti i passaggi funzionali al contenuto, questo “Una Volta Qui Era Tutta Campagna Pubblicitaria” è un lavoro veramente notevole, pienamente riuscito da ogni punto di vista.
Mostra una via di come sia possibile coniugare musica di qualità, messaggi intelligenti e personalità, senza seriosità autoreferenziali, sempre sul filo dell’ironia consapevole e spietatezza di analisi. Una delle uscite più interessanti di questo primo scorcio del 2026.